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28/9/2009 - 08:25
SINODO AFRICANO: PREGHIERA E DIGIUNO PER IL 30 SETTEMBRE
La Comunità di fedele Papa Giovanni XXIII e il Corpo civile di pace OPerazione Colomba hanno predisposto per l'imminente Sinodo africano un'iniziativa descritta nella seguente nota:

"In preparazione alla II Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, che avrà luogo in Vaticano dal 4 al 25 ottobre 2009, sul tema: "La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace" perchè sia più forte il grido di speranza che esce soffocato dalle tante ingiustizie e violenze strutturali che incatenano il continente della speranza, ed anche noi....perchè la violenza nuoce anzitutto vittima, ma anche il cuore del perpetratore che si indurisce e si allontana dall'Immagine del Suo Creatore. proponiamo
LA PREGHIERA e IL DIGIUNO il giorno 30 di Giugno, Luglio, Agosto e Settembre - all'ora del Vespro. Le comunità e le famiglie che avessero già momenti di preghiera prefissati, si sentano liberi di scegliere un'altra data o un altro orariodel giorno.

- Preghiera introduttiva
Ti preghiamo, Padre, per l'Africa Continente della speranza, dove più della metà del miliardo di persone che l'abitano non ha ancora compiuto 17 anni. Ti preghiamo per l'Africa Continente delle diversità culturali con le sue 1800 lingue ed etnie, che sono ricchezza preziosa per l'umanità, e ti lodiamo per l'immensa ricchezza delle biodiversità che l'Africa offre alla vita sulla Terra.Ti preghiamo, Signore, soprattutto per l'Africa Continente del dolore, crocifissa da guerre, miseria, fame, sete e pandemie, e dove oltre 400 milioni di fratelli vivono sotto la soglia di povertà. Da secoli oppressa dal colonialismo, l'Africa oggi denunciano i vescovi africani nell'"Instrumentum laboris" del Sinodo è "sfruttata da forze internazionali che fomentano le guerre per la vendita delle armi; che sostengono poteri politici irrispettosi dei diritti umani e dei principi democratici per assicurarsi lo sfruttamento delle risorse naturali, acquistando migliaia di ettari ed espropriando le popolazioni e le compagnie locali dalle loro terre, deturpando così il creato con cui l'uomo africano vive in armonia. Forze che minacciano di destabilizzare le Nazioni e di eliminare tutti coloro che vogliono affrancarsi dalla loro tutela" (nn.12 e 28). E ti preghiamo, infine, per l'Africa che si è destata al desiderio di riscatto e
dove sorgono molti segni di una nuova speranza , tra i quali la forte crescita della chiesa cattolica impensabile altrove e che aspira a farsi autenticamente africana. (di Raffaele Luise, giornalista e scrittore)

- Ascolto della Parola
Dalla lettera di San Paolo agli Efesini (2,1418)
Cristo Gesù è la nostra pace, colui che ha fatto dei due (pagani ed Ebrei) un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo,cioè l'inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso,
dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l'inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.

-Riflessione
"Benché anche durante il primo sinodo i vescovi abbiano parlato della giustizia e della pace, la guerra è continuata in troppe parti dell'Africa. Non sono diminuiti l'individualismo, la corruzione e ogni forma d'ingiustizia. Perciò ora nutriamo una grande aspettativa : poter dire una parola che tocchi non solo i cattolici ma tutti gli Africani sull'urgenza di arrivare ad
una riconciliazione, per costruire una società più pacifica, più giusta, più riconciliata". Questo lo faremo solo con l'aiuto di Cristo, nostra pace, e con Maria santissima, nostra Signora della pace. e con cuori convertiti al Vangelo. Dal Vangelo e dal Magistero il prossimo sinodo trarrà la forza di rivolgersi a tutti i capi di stato perché aiutino l'Africa nella marcia verso la riconciliazione. Dalla guerra e dall'odio nascerà mai nulla di positivo, quindi s'impone l'obbligo per tutti di favorire l'incontro dei popoli perché s'aiutino a porre quelle condizioni che sono indispensabili per evitare la guerra: rispettare la dignità di ogni uomo, la sacralità della vita umana, combattere ogni tipo di schiavitù e di sfruttamento. E prima di tutto che l'Occidente smetta di venderci le armi, in cambio delle materie prime portate via a questa terra che diventa sempre più povera. Noi Africani non abbiamo i mezzi per fare la guerra. Perché fare affari fomentando le contese? Perché i nostri leader comprano le vostre armi? In questa situazione i vescovi africani dovranno rivolgersi tanto ai capi di stato africani quanto a quelli degli altri continenti, coinvolti nello sfruttamento delle ricchezze dell'Africa, per far loro notare che quando in una zona si scopre il petrolio subito scoppia una guerra. Si crea così un caos totale, una confusione intrattabile, per sfruttare le ricchezze senza nessuna regola. Abbiamo colpe noi, africani, ma voi?... Abbiamo tutti bisogni di convertirci e questo è possibile se torniamo al Vangelo". (Intervista a monsignor Robert Sarah, arcivescovo emerito di Conakry (Guinea) e attuale Segretario della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, sul secondo Sinodo
Africano.

Intercessioni
1. Perché le chiese africane prendano coscienza delle ricchezze delle proprie esperienze nonviolente e di riconciliazione e diventino portatrici di un forte messaggio di speranza per tutta la chiesa e l'umanità.
2. Perché le chiese africane, insieme alla Chiesa Universale facciano una scelta forte e ben esplicita per la non violenza di Cristo, come strumento e via preferenziale per dirimere le contese tra i popoli.
3.Perché tutti noi possiamo impegnarci concretamente per la Giustizia e per la Pace.
4.Perché le Chiese d' Europa e le tante Associazioni cattoliche, protestanti, di altre religioni
e laiche, che con l'Africa hanno aperto da anni percorsi di sostegno, di condivisione e di riscatto del Continente, proseguano con rinnovato entusiasmo in questo luminoso
impegno, contribuendo alla crescita della cultura della nonviolenza attiva sia in Africa che in Europa.
5.Perché l'uomo bianco si converta finalmente al rispetto del diritto integrale dei popoli africani alla giustizia, all'indipendenza politica ed economica e alla pace, e con il Padre della patria del Senegal, Leopold Senghor, ricordi che l'Eurafrica non ha solo un passato comune ma soprattutto un futuro da condividere.

- Segni di Speranza
Lettera di monsignor Christophe Munzihirwa, Arcivescovo di Bukavu ucciso il 29 Ottobre 1996. Bukavu, 1° gennaio 1995
Al Cardinale G. Danneels, Arcivescovo di Malines Bruxelles,
A Mgr J. Delaporte, Presidente della Commissione di Giustizia e Pace Francese Oggetto: Appello per fare pressione in vista di una soluzione negoziata in
Ruanda che permetta il ritorno dei rifugiati:

Eminenze,
ci sono in Zaire, dal luglio '94, due milioni di rifugiati Ruandesi hutu di cui 400.000 della diocesi di Bukavu. Vivono in condizioni di miseria e indigenza sempre più grandi: le distribuzioni di cibo si fanno più rare,il legno
per cucinare è sempre più difficile da trovare. Diverse organizzazioni umanitarie si ritirano,ma continuano a lavorare in Ruanda. Questo paese ha cambiato la moneta,all'inizio di gennaio e, visto che aveva chiuso le frontiere, i rifugiati non hanno potuto approfittare del cambio di moneta: hanno quindi perso il poco denaro che gli restava... La maggioranza dei rifugiati desidera rientrare nel proprio paese,ma non può farlo: le condizioni per il rientro non sono ancora state rese possibili. Hanno paura di essere messi in prigione per una semplice accusa, di essere uccisi cercando di rientrare nella loro prop


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