La MISNA ripropone in versione integrale l'intervento di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, al convegno dell'"Osservatorio sul sinodo" che si è svolto ieri a Roma a Palazzo Valentini
...E NOI ITALIANI? Il 'Sinodo Africano' che sta per iniziare, è un evento importante non solo per l'Africa ,ma anche per noi italiani, per riflettere sui nostri rapporti con il continente che ci è più prossimo. A Roma apre ora la seconda assemblea speciale per l'Africa (4-25 ottobre). La prima assemblea si era svolta dal 10 aprile all'8 maggio del 1994, sempre a Roma. La Chiesa in Africa aveva chiesto un Concilio , ed invece ha avuto un Sinodo. Tanti avevano chiesto che quell'assemblea si tenesse in Africa (il contesto è fondamentale!) ed invece è di nuovo , dopo 15 anni, convocato a Roma. L'assise dei vescovi africani affronterà il tema :"La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace" , che è anche il titolo dell'Instrumentum Laboris (Strumento di lavoro) che raccoglie i desiderata delle chiese locali in Africa. Questo documento è un buon strumento di lavoro da cui partire. Toccherà ora ai vescovi sinodali far sentire il grido dell'Africa. "L' Assemblea Sinodale - così dice il documento preparatorio - dovrebbe far sentire il grido dei poveri, delle minoranze, delle donne offese nella loro dignità, degli emarginati, dei lavoratori mal pagati , dei rifugiati, dei migranti, dei prigionieri." Dato che il Sinodo si tiene a Roma può essere una buona occasione per noi cittadini italiani e per la chiesa in Italia per affrontare alcuni nodi fondamentali fra il nostro paese e l'Africa.
AFRICA, LA NOSTRA MADRE
Oggi le ricerche sul DNA ci dicono a chiare lettere che tutti noi discendiamo da un'unica 'coppia' che gli scienziati collocano nell'Africa Orientale. L' Africa è quindi la nostra Madre. Come possiamo accettare che la Madre venga così crudelmente violentata ? L'Africa ha subito la violenza inaudita dello schiavismo sia europeo come arabo, per ben tre secoli, di un colonialismo brutale e di un neo-liberismo che l'ha spolpata fino all'osso. La ricchezza del suo sottosuolo è la sua maledizione . Un continente ricchissimo (uranio,oro, petrolio, coltan.), ma che oggi rappresenta l'1% del prodotto mondiale lordo. Terre agricole splendide che potrebbero sfamare il mondo ed invece è proprio l'Africa a far la fame! Nel suo ultimo rapporto la FAO afferma che di un miliardo di affamati al mondo, ben un terzo si trova in Africa. Se l'Africa è la 'madre' di tutti i popoli, perché questo razzismo di ritorno verso la 'razza nera'? Perché è così radicato da noi questo disprezzo e rifiuto del 'nero'? Fino a quando continueremo a parlare di 'razza' ? Non siamo un'unica razza umana?
UN PASSATO COLONIALE
E' fondamentale come italiani iniziare ad assumerci le nostre responsabilità in questa tormentata storia del continente. Dobbiamo ancora riconoscere i misfatti dei nostri interventi coloniali in Eritrea , Libia, Somalia ed Etiopia. Le ricerche del noto storico Angelo Del Boca ci hanno aiutato a conoscere quanto sia stata spietata la conquista e la colonizzazione di quelle terre . Dobbiamo ancora riconoscere i massacri compiuti in Libia (almeno centomila i morti!) e in Etiopia (dove è ormai accertato che abbiamo usato i gas nervini su un esercito in fuga !). Dobbiamo riconoscere finalmente la nostra brutalità in terre d'Africa e sfatare il mito del"buon colonialismo italiano". E dobbiamo anche riconoscere i guai che la nostra politica ha combinato in quelle nazioni dopo la loro indipendenza, in particolare nel Corno d'Africa, dove abbiamo perseguito solo gli interessi delle nostre compagnie. Particolarmente evidente nella spartizione affaristica di quella regione fra la Democrazia Cristiana (Etiopia) e il Partito Socialista di Craxi (Somalia) .Il disastro odierno della Somalia , straziata da spaventose lotte fratricide , è in parte responsabilità nostra. Sappiamo oggi quanta corruzione abbiamo esportato in un paese governato dal già corrotto regime di Siad Barre, che abbiamo poi riempito di armi e di rifiuti tossici (ora iniziamo lentamente a venire a conoscenza di questi traffici!) La morte di Ilaria Alpi (ancora senza spiegazioni, anche se sappiamo perché è stata uccisa!) è lì a ricordarci tutto questo.
UN PRESENTE NEOCOLONIALISTA
Che cosa dire poi dell'attuale politica estera italiana nei confronti dell'Africa? Mi sembra che non esista alcuna politica seria nei confronti del continente se non quella degli affari. Siamo diventati gli amici dei peggiori dittatori d'Africa da Gheddafi ( Libia) a Afeworki (Eritrea), da Bashir (Sudan) a Ben Ali (Tunisia). Sono sempre gli affari che, generalmente, dettano la nostra politica estera. Un esempio lampante è l'ENI, (al 30% è dello Stato Italiano) che sta provocando un vero disastro ecologico nel Delta del Niger. L'ENI estrae 152.000 barili di petrolio al giorno , pari a sette milioni di euro al giorno! E allo stesso tempo ricorre al 'gas flaring' che consiste nel bruciare il gas in torcia che contribuisce a fare della Nigeria il primo paese al mondo per le emissioni di CO2; distrugge l'ecosistema nel Delta del Niger e viola i diritti umani ed economici delle popolazioni indigene. Tutte le proteste fatte sono finite nel nulla. Abbiamo chiesto con insistenza ,durante il governo Prodi , che una delegazione interpartitica visitasse con i media quella regione. Nulla da fare!Blocco da parte della Farnesina! Eppure chiediamo solo che la nostra politica energetica nel delta del Niger sia di cooperazione e non di depredazione.
UNA COOPERAZIONE AFFARISTICA
Altro aspetto preoccupante è il calo costante da parte dei nostri governi di destra e di sinistra , dei fondi per la cooperazione internazionale. Purtroppo la nostra esperienza in questo campo è stata piuttosto deludente, dalla mala-cooperazione degli anni ottanta e novanta fino alla gestione affaristica del governo Berlusconi. L'ultima finanziaria ha nettamente tagliato i fondi della cooperazione internazionale e il sostegno alle iniziative di lotta alla povertà, portandoli alla miserabile cifra di 320 milioni di euro, meno dello 0,1% , l'equivalente di una giornata di guerra in Iraq per le truppe americane. Nel 2011 saranno 215 milioni! Mai così scarsi. Dimezzati i paesi in cui si effettueranno interventi. Roma poi, vorrebbe privilegiare quegli stati che collaborano nella lotta ai flussi migratori. Il governo Berlusconi spinge per valorizzare il ruolo delle imprese private in Africa. E' così che la rivista Nigrizia valuta l'attuale cooperazione italiana. "L'Italia di Berlusconi-, scrive giustamente R. Salinari presidente di Terrre des hommes- che aveva promesso nel tragico G8 di Genova ben l'1% del Pil per un nuovo "Piano Marshall" per l'Africa, batte tutti con l'ultimo posto tra i donatori industrializzati e quel che è peggio, senza che voci autorevoli e qualificate del 'governo ombra' si siano alzate in difesa degli impegni internazionali. E pensare che l'Italia dovrebbe arrivare al fatidico 0,7% in ottemperanza agli impegni presi in sede ONU." L'Italia è inadempiente anche per il pagamento delle quote del Fondo di lotta all'Aids, Tbc e malaria. Il governo Berlusconi non ha mantenuto nessuna delle promesse fatte ai vari G8, ultimo quello del L'Aquila, dove ,dopo la lettera di Benedetto XVI sull'Africa, aveva fatto mirabolanti promesse.
UN DEBITO DA CANCELLARE
Nel contesto della cooperazione , un capitolo importante è quello del debito. Per il giubileo del 2000 è nato anche in Italia un forte movimento ( sostenuto anche dalla Chiesa italiana) per il condono del debito con i paesi impoveriti , che ha portato a un'ottima legge , la 209 del 25 luglio ( una delle più belle a livello mondiale). Questa legge, approvata da tutti i partiti , prevedeva il totale condono del debito e
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