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6/10/2009 - 16:32
LA VICINANZA DELLE CHIESE DI AMERICA LATINA E ASIA
"L'Africa e l'America Latina sono continenti molto diversi tra loro, tuttavia è importante sapere che in America Latina la popolazione di origine africana è più numerosa della popolazione dei nostri stessi popoli originari, gli indigeni. Ci unisce anche - nella croce - il fatto che, in entrambi i continenti, c'è un alto tasso di popolazione che vive in situazioni di povertà e che ha bisogno di beni e di servizi per la sussistenza: alimentazione, casa, istruzione e sanità": lo ha detto monsignor Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (in Brasile) e presidente del "Consiglio Episcopale Latino Americano" (C.E.L.AM) intervenendo all'apertura dei lavori della Seconda Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per l'Africa. "In ambito politico e istituzionale - ha proseguito l'arcivescovo brasiliano - in molti dei nostri paesi non c'è una democrazia sufficientemente radicata nella cultura del popolo e, per questo, essa ancora non è saldamente consolidata. Le necessità fondamentali e urgenti di gran parte dei nostri popoli, irrisolte, provocano l'insorgere di avventure politiche, con promesse populiste, che illudono, ma non risolvono i problemi strutturali della popolazione. Sempre in ambito politico, la situazione si aggrava a causa della corruzione di cui spesso si ha notizia e che viene denunciata da vari organi dei mezzi di comunicazione di massa, fenomeno, questo, che spinge la popolazione e, soprattutto i giovani, al conformismo e alla sfiducia nei confronti della politica come arte di promuovere il bene comune". Il presidente del Celam ha poi suggerito la possibilità di uno scambio fraterno di esperienze tra le Chiese dei due continenti, a cominciare da quella del Consiglio episcopale latino-americano. Le "somiglianze" tra la Chiesa in Africa e quella in Asia sono state ricordate anche da monsignor Orlando B. Quevedo, arcivescovo di Cotabato (Filippine), segretario generale della "Federation of Asian Bishops' Conferences" (F.A.B.C.). "In molti paesi di entrambi i continenti - ha sottolineato l'arcivescovo di Cotabato - il cristianesimo è stato portato da missionari stranieri durante il periodo della colonizzazione. La ricchezza di culture, i tanti valori familiari tradizionali che sono autenticamente umani, le migliaia di lingue parlate, l'incontro tra cristianesimo, islam e religioni tradizionali locali sono tutte realtà importanti, molto simili sia in Africa che in Asia". Il presidente della federazione delle conferenze episcopali asiatiche ha poi evidenziato come le due esortazioni post-sinodali di Papa Giovanni Paolo II - Ecclesia in Africa (1995) e Ecclesia in Asia (1999) - presentano "similitudini sorprendenti". Per esempio, spiega monsignor Quevedo, "a proposito delle sfide pastorali dei nostri giorni: gli imperativi dell'inculturazione e del dialogo interreligioso, la promozione di un'emergente cultura relativista e materialista globalizzante attraverso gli strumenti della comunicazione sociale, l'impatto negativo della globalizzazione economica sui poveri, il declino dei valori morali nella vita sociale, economica e politica, e le continue minacce alla natura stessa del matrimonio e della famiglia, i diversi aspetti dell'ingiustizia e il violento conflitto che turba l'armonia delle società africane e asiatiche. La Chiesa in Africa e la Chiesa in Asia stanno sollevando interrogativi analoghi di grande importanza".


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