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| 8/10/2009 - 16:38 |
| SINODO AFRICANO: DIALOGARE CON ISLAM E RELIGIONI TRADIZIONALI |
"Siamo convinti, oggi, che il dialogo tra cristiani e musulmani non solo è possibile ma necessario e urgente a motivo dei conflitti, delle guerre e delle violenze che affliggono la nostra Africa e il nostro mondo. Se vogliamo un'Africa riconciliata, in cui regnino la giustizia e la pace, è utopico e controproducente che i fedeli africani operino in ordine sparso. Occorre unire le nostre forze e i nostri talenti per pregare e operare insieme a favore dell'avvento e della nascita di un'Africa di pace, di giustizia e di perdono": lo ha detto ai partecipanti alla II Assemblea dei vescovi sull'Africa monsignor Ambroise Ouédraogo, portando l'esperienza del Niger, un paese dove i cattolici sono una piccola minoranza. "La Chiesa di Dio nel Niger fa del dialogo islamo-cristiano una priorità pastorale della sua missione evangelizzatrice" ha detto monsignor Ouédraogo, originario del Burkina Faso, a capo della diocesi di Maradi. "Senza pretendere di compiere atti straordinari o di prendere iniziative eccezionali - ha continuato il presule - le comunità cristiane, sostenute e incoraggiate dai loro pastori, s'impegnano a ricercare e vivere la fraternità universale in uno spirito di gratuità nei confronti dei loro fratelli e sorelle musulmani, attraverso il dialogo di vita, l'ascolto e il rispetto dell'altro, il servizio reciproco in occasione degli avvenimenti fondamentali della vita umana". Monsignor Ouédraogo ha spiegato il funzionamento di sessioni di formazione, animate congiuntamente da sacerdoti e imam, al livello della commissione interdiocesana incaricata delle relazioni islamo-cristiane. "Queste sessioni - ha detto il presule - hanno permesso non soltanto che cristiani e musulmani sedessero insieme attorno a un tavolo, ma soprattutto che pregassero, si scambiassero opinioni e riflettessero insieme sul ruolo dei capi religiosi nell'educazione civica, nella prevenzione dei conflitti e nella lotta contro la povertà in Niger". Di dialogo interreligioso ha parlato anche il presidente dell'omonimo Pontificio consiglio, monsignor Jean-Louis Tauran, esprimendo l'auspicio di vedere la Chiesa "incoraggiare lo studio della religione tradizionale africana" e una "maggiore cura pastorale nei confronti di coloro che vivono a contatto con essa". "Se vogliamo rispondere alla domanda 'cosa ha da dire di nuovo agli africani il Vangelo?' - ha detto il porporato - è fondamentale conoscere e apprezzare le radici religiose dei popoli di questo continente".[CC]
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