|
 |
| 13/10/2009 - 08:29 |
| SINODO AFRICANO: PER UN CONTINENTE DA AMARE E DIFENDERE |
"Arcobaleno cromatico" e "scrigno di tesori", esposto ai venti taglienti della "globalizzazione" e della "colonizzazione": dal Vaticano l'Assemblea speciale per l'Africa racconta un continente affascinante e ricco ma, allo stesso tempo, vittima di ingiustizie dolorose. "L'Africa - ha detto ai vescovi monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura - si presenta come un arcobaleno cromatico multiculturale e multireligioso: solo per proporre un esempio, l'Unesco nel Camerun ha censito 250 idiomi differenti, mentre le lingue bantù sono così ideologicamente sofisticate da usare ben 24 classificazioni grammaticali delle varie realtà". Ecco dunque, ha evidenziato monsignor Ravasi, "uno scrigno di tesori culturali e spirituali, fatto di tradizioni popolari e familiari, di simboli e riti religiosi, di sapienza, memoria, folclore". Accanto alle ricchezze il presidente del Pontificio consiglio vede il rischio di una perdita irreparabile. "Che il Sinodo - ha chiesto monsignor Ravasi - stimoli in molte forme l'Africa a custodire la propria identità culturale e spirituale, impedendo che essa si dissolva sotto il vento della secolarizzazione e della globalizzazione che soffia con forza sulle 53 nazioni africane". Di fronte ai vescovi dell'Assemblea speciale per l'Africa, la seconda dopo quella convocata nel 1994 da Papa Giovanni Paolo II, il presidente del Pontificio consiglio ha sottolineato le responsabilità dei paesi ricchi invitandoli a creare "spazi di comprensione e comunione e non di colonizzazione". Grandi temi, al centro in questi giorni di molti interventi. L'arcivescovo di Dakar, Theodore-Adrien Sarr, ha evidenziato che il "dramma della migrazione clandestina" si spiega anche con l'influenza negativa di "forze esterne" e i "profitti spropositati delle multinazionali". Il vescovo ha sottolineato la potenza delle tensioni all'origine dei fenomeni migratori, che spingono tanti africani ad attraversare il Sahara e il Mediterraneo a rischio della vita. "Sappiamo bene - ha detto monsignor Sarr - che non sono le barriere della polizia, per quanto possano essere invalicabili, ad arrestare la migrazione clandestina, bensì la riduzione effettiva della povertà attraverso la promozione di uno sviluppo economico e sociale che si estenda alle masse popolari del nostro paese". Connessa al nodo delle migrazioni la crisi economica e alimentare, sulla quale di fronte al Sinodo è intervenuto ieri il direttore generale della Fao, Jacques Diouf. "Per funzionare l'economia ha bisogno dell'etica - ha detto il dirigente delle Nazioni Unite - di un'etica amica della persona". Secondo la Fao, i timori per il futuro non cancellano i passi avanti nella lotta contro la fame compiuti da diversi paesi d'Africa, dal Camerun all'Etiopia, dal Ghana al Mozambico. [VG]
|
|
|
|
|
<< Indietro
|
|
|
|
|
|
|