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14/10/2009 - 17:52
SINODO.(2): SPERANZE E SFIDE DELL'AFRICA, DA OGGI AL LAVORO I CIRCOLI MINORI
"In Africa persiste una situazione difficile dal punto di vista dei conflitti e delle calamità. C'è la necessità della cooperazione ma bisogna che l'indipendenza delle popolazioni africane venga rispettata": lo ha detto oggi il cardinale John Njue, arcivescovo di Nairobi (Kenya), presidente della Commissione per l'informazione del Sinodo dei vescovi sull'Africa, alla conferenza stampa di presentazione della "Relazione dopo la discussione" (Relatio post disceptationem) della II Assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei vescovi in Vaticano. Rispondendo alle domande di un giornalista sull' "imperialismo culturale occidentale" - riferisce il 'Servizio informazione religiosa' (Sir) - il porporato ha dichiarato che ciò che "viene da fuori deve essere nel rispetto della cultura e della dignità della persona umana", ad esempio nel settore commerciale, dove, ha detto "chi soffre alla fine è il produttore". Anche secondo il cardinale Wilfrid Fox Napier, arcivescovo di Durban (Sudafrica), presidente delegato del Sinodo, "l'Africa ha enormi potenzialità, lo sviluppo deve essere aiutato ma vogliamo un partenariato su un piano di parità"; di fronte alla proliferazione delle sette, l'arcivescovo di Durban ha rilevato che "il nostro compito, come Chiesa e come cattolici, è rispondere con giustizia e verità, aiutando le comunità nei loro bisogni più immediati.trovare un linguaggio che risponda alla verità e che permetta di migliorare le condizioni di vita". Nel corso della conferenza stampa, a cui sono intervenuti anche il cardinale Théodore-Adrien Sarr, arcivescovo di Dakar (Senegal), primo vice-presidente del Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar (Secam) e presidente delegato e monsignor Manuel António Mendes dos Santos, vescovo di São Tomé e Príncipe (São Tomé e Príncipe), sono stati affrontati anche altri argomenti, dalla sanità, al diritto alla vita, ai conflitti interni: in Kenya, ha detto il cardinale Njue, citato da 'L'Osservatore Romano', "gli scontri più gravi non sono causati dalla gente comune ma nascono perché le piccole differenze vengono strumentalizzate dai politici per rafforzare il proprio potere". Con la "Relazione dopo la discussione", svolta ieri dal cardinale Peter Turkson, relatore generale del Sinodo, si è conclusa la prima parte dei lavori del Sinodo: da oggi è cominciato il confronto nei Circoli minori che prende spunto dalle venticinque domande che il relatore generale ha posto al termine della sua relazione come linee-guida; nella discussione libera seguita alla lettura della relazione, i padri sinodali hanno chiesto che nei Circoli minori vengano affrontati, tra gli altri temi, il dramma dei migranti "che mettono a rischio la loro vita nella speranza di trovare un avvenire migliore dall'altra parte del Mediterraneo", gli squilibri di povertà tra i vari paesi del Continente, l'insicurezza, le politiche delle multinazionali, la ricchezza della dottrina sociale della Chiesa come stimolo per la classe politica africana.


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