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17/10/2009 - 16:24
OSSERVATORIO SUL SINODO: SENEGAL E MAURITANIA, ESEMPI DI DIALOGO INTERRELIGIOSO
[L'Osservatorio sul Sinodo è un'iniziativa congiunta del mondo missionario italiano e del giornalismo cattolico che testimonia l'impegno dei missionari e della stampa cattolica per la conoscenza e la diffusione degli argomenti affrontati dalla grande assise sinodale. Ecco un resonto essenziale dell'ultimo incontro svoltosi ieri sera]


Ad aprire il IV incontro dell'Osservatorio sul Sinodo Africano promosso dai missionari della CIMI e dai giornalisti della sezione laziale dell'Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) svoltosi ieri sera presso la Curia dei missionari della Consolata a Roma è stato il Cardinale Théodore-Adrien Sarr, vescovo di Dakar, Senegal, che ha tracciato un bilancio del cammino dell'Africa dalla prima assise sinodale del 1994 a oggi. "Il Senegal é una repubblica laica, che rispetta tutte le comunità religiose" ha detto Sarr sottolineando un buon rapporto tra la comunità islamica e la Chiesa cattolica che in una popolazione di circa 13 milioni di abitanti include un 5-6% di cattolici. "La comunità islamica é di circa il 92% - ha continuato Sarr - e il resto appartiene alle religioni tradizionali africane; il Senegal si presenta come segno di speranza per la convivenza tra le varie comunità religiose ma anche per l'intero continente".Un'esperienza, quella del Senegal, da cui, secondo il porporato, "altri paesi africani devono trarre ispirazione e stimolo per la costruzione di un mondo giusto e riconciliato" e dove, sempre secondo Sarr, l'aumento delle vocazioni sacerdotali e religiose è una buona notizia perché la Chiesa in Africa sta crescendo costantemente. "Pur tra tante difficoltà, come la mancanza di mezzi materiali e il ruolo non ancora decisivo dei laici, il popolo africano deve prendere il destino fra le sue mani - ha sottolineato il cardinale - ma la responsabilità dei problemi del continente va cercata anche in attori esterni. Anche per questo il Sinodo, che ha una dimensione universale, guarda a tutte le realtà che compongono la società, compresa la dimensione religiosa; affinché la riconciliazione a tutti i livelli sia possibile e l'Africa sia sempre un polmone di ricchezza spirituale dell'umanità". "Una Chiesa piccola, recente e composta quasi esclusivamente di stranieri, ma una comunità viva, vicina al popolo e che non è voluta mancare al secondo Sinodo per l'Africa" è stata invece la testimonianza di monsignor Martin Albert Happe, vescovo di Nouakchott, terra della Repubblica islamica della Mauritania, ricordando che la prima messa celebrata da un sacerdote libero dall'attestato di assistente militare fu possibile più di mezzo secolo fa, per il Natale del 1957. MOnsignor Happe ha anche ricordato che la Caritas è stata in Mauritania la prima organizzazione non governativa registrata nel paese.

[Il prossimo appuntamento con l'Osservatorio sul Sinodo è previsto per martedì 20 ottobre presso la libreria della Suore Paoline]


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