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24/10/2009 - 18:11
SINODO AFRICANO: MESSAGGIO CONCLUSIVO (Testo integrale)
Ecco il testo italiano del messaggio della seconda assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei vescovi, approvato durante la XVIII Congregazione generale di venerdì 23 ottobre.

Introduzione

1. È stato un dono speciale della grazia, e come ultima volontà e testamento per l'Africa, quando il Servo di Dio, Papa Giovanni Paolo ii, verso la fine della sua vita, il 13 Novembre 2004, annunciò la sua intenzione di convocare una Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi. Questa stessa intenzione fu confermata dal suo successore, il nostro Santo Padre, Papa Benedetto xvi, il 22 giugno 2005, in una delle prime grandi decisioni del suo pontificato. Mentre siamo riuniti qui per questo Sinodo, da tutti i paesi dell'Africa, del Madagascar e delle isole adiacenti, coi fratelli vescovi e colleghi di tutti i continenti, insieme e sotto il Capo del Collegio Episcopale, con la partecipazione di alcuni delegati fraterni di altre tradizioni cristiane, noi ringraziamo Dio per questa possibilità provvidenziale di celebrare le benedizioni del Signore sul nostro continente, per riflettere sul nostro ufficio di Pastori del gregge di Dio e cercare nuova ispirazione e incoraggiamento per i compiti e le sfide che ci stanno davanti. Sono già passati quindici anni dalla prima Assemblea nel 1994. Gli insegnamenti e le direttive dell'Esortazione post-sinodale Ecclesia in Africa non hanno cessato di rappresentare una valida guida per la nostra attività pastorale. In questa seconda Assemblea, comunque, il Sinodo ha potuto concentrarsi su un tema di massima urgenza per l'Africa: il nostro servizio per la riconciliazione, la giustizia e la pace in un continente che ha davvero un pressante profondo bisogno di queste grazie e virtù.
2. Abbiamo iniziato il nostro lavoro qui a Roma con una celebrazione inaugurale della Santa Eucaristia, presieduta da Sua Santità il Papa Benedetto xvi, invocando lo Spirito Santo di «condurci verso la verità tutta intera» (Gv 16, 13). In quella occasione, il Papa ci ha ricordato che il Sinodo non è in primo luogo una sessione di studio. Piuttosto, è l'iniziativa di Dio, che ci chiama ad ascoltare: ascoltare Dio, ascoltarci a vicenda e ascoltare il mondo che ci sta attorno, in un'atmosfera di preghiera e di riflessione.
3. Mentre siamo in procinto di disperderci verso i vari luoghi della nostra missione, con rinnovato impegno e coraggio, indirizziamo questo messaggio alla Chiesa tutta intera, Famiglia di Dio, e in special modo alla Chiesa in Africa: ai nostri fratelli vescovi in nome dei quali siamo qui; ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi e a tutti i fedeli laici e a chiunque Dio apra il cuore per ascoltare le nostre parole.

Parte I
Uno sguardo all'Africa d'oggi
4. Viviamo in un mondo pieno di contraddizioni e in piena crisi. La scienza e la tecnologia fanno passi da gigante in tutti gli aspetti della vita, fornendo all'umanità tutto ciò che occorre per fare del nostro pianeta un luogo meraviglioso per tutti noi. Tuttavia situazioni tragiche di rifugiati, povertà estrema, malattie e fame uccidono tuttora migliaia di persone ogni giorno.
5. In tutto questo, l'Africa è la più colpita. Essa è ricca di risorse umane e naturali, ma molti del nostro popolo sono lasciati a dibattersi nella povertà e nella miseria, in guerre e conflitti, fra crisi e caos. Molto raramente tutto ciò è causato da disastri naturali. Piuttosto è dovuto in larga misura a decisioni e azioni umane di persone che non hanno nessuna considerazione per il bene comune e ciò spesso per tragica complicità e cospirazione criminale tra responsabili locali e interessi stranieri.
6. Ma l'Africa non deve disperare. Le benedizioni di Dio sono ancora abbondanti e aspettano di essere sfruttate con prudenza e giustizia a favore dei suoi figli. Dove le condizioni sono giuste, i suoi figli hanno dimostrato che possono raggiungere, e in effetti hanno raggiunto, il più alto grado di impegno umano e competenza. Ci sono molte buone notizie in diverse parti dell'Africa. Ma i mezzi di comunicazione moderna spesso prediligono le cattive notizie e sembrano concentrarsi sulle nostre disgrazie e difetti, piuttosto che sugli sforzi positivi che stiamo compiendo. Nazioni sono uscite da lunghi anni di guerra e si muovono gradualmente sui sentieri della pace e della prosperità. Il buon governo sta avendo un notevole impatto positivo in alcuni paesi africani, stimolando così altri paesi a riconsiderare le cattive abitudini del passato e del presente. Abbondano segnali di molte iniziative che cercano di dare un'effettiva soluzione ai nostri problemi. Questo Sinodo, proprio per la scelta del suo tema, spera di essere una di queste iniziative positive. Invitiamo tutti indistintamente a collaborare per raccogliere le sfide della Riconciliazione, della Giustizia e della Pace in Africa. Molti stanno soffrendo e morendo: non c'è tempo da perdere.

Parte II
Alla luce della fede
7. Il nostro ufficio di vescovi ci obbliga a considerare ogni cosa alla luce della fede. Poco tempo dopo la pubblicazione di Ecclesia in Africa (eia), i vescovi d'Africa, tramite il Simposio delle Conferenze Episcopali d'Africa e Madagascar (Secam), pubblicarono una lettera pastorale intitolata: «Cristo nostra pace» (cfr. Documento Finale dell'Assemblea Plenaria del Secam a Rocca di Papa, 1-8 Ottobre 2000, pubblicato ad Accra nel 2001). Durante questa assemblea abbiamo spesso ricordato che l'iniziativa per ogni riconciliazione e pace viene da Dio. Come dice l'Apostolo Paolo: «In Cristo, Dio ha riconciliato a sé il mondo». Questo avviene per un suo dono gratuito di perdono senza condizioni, «senza imputare loro i peccati», per introdurci nella sua pace (cfr. 2 Cor 5, 17-20). Per quanto riguarda la giustizia, anch'essa è azione di Dio, attraverso la grazia giustificante, in Cristo.
8. Nello stesso testo San Paolo continua dicendo che Dio «affida a noi la parola della riconciliazione», e in effetti ci ha nominati «ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro». Questo è l'altissimo mandato che abbiamo ricevuto dal nostro Dio, misericordioso e compassionevole. La Chiesa in Africa, sia come famiglia di Dio sia come singoli fedeli, ha il dovere di essere strumento di pace e riconciliazione, secondo il cuore di Cristo, che è la nostra pace e riconciliazione. E sarà capace di far questo nella misura in cui essa stessa è riconciliata con Dio. Le sue strategie per la riconciliazione, la giustizia e la pace nella società devono andare oltre e più in profondità di quanto il mondo tratti queste questioni. Con San Paolo, il Sinodo invita tutti i popoli d'Africa: «Vi supplichiamo in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare con Dio» (2 Cor 5, 20). In altre parole, invitiamo tutti a lasciarsi riconciliare con Dio. È questo che apre la via alla riconciliazione vera fra persone. È questo che può spezzare il circolo vizioso dell'offesa, della vendetta e del contrattacco. In tutto questo, la virtù del perdono è cruciale, anche prima di qualsiasi ammissione di colpa. Quelli che dicono che il perdono non funziona, dovrebbero provare a vendicarsi e vedere cosa succede. Il vero perdono promuove la giustizia del pentimento e della riparazione, che conducono a una pace che va alle radici del conflitto e che fanno di quanti erano vittime e nemici, degli amici, fratelli e sorelle. Poiché è Dio che rende possibile questo tipo di riconciliazione, in questo ministero dobbiamo dare uno spazio adeguato alla preghiera e ai sacramenti, specialmente il Sacramento della Penitenza.

Parte III
Alla Chiesa universale
9. Questo proietta la sua luce di attenzione e solidarietà sul continente africano. Ringraziamo il Santo Padre per la sua vicinanza all'Africa nelle sue lotte e per la difesa che ne fa con tutto il peso della sua enorme autorità morale. Come i suoi predecessori, è sempre stato un vero amico dell'Africa e degli Africani. Confrontandoc


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