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| 28/10/2009 - 10:22 |
| DOPO SINODO AFRICANO, RIFLESSIONI DA FRANCIA A ITALIA |
"Mentre la crisi economica e ambientale mondiale fa vacillare le certezze - ma non gli egoismi - la franchezza e l'umiltà con cui i vescovi analizzano la situazione del continente, la piena libertà con la quale condannano i mali e fanno rialzare gli uomini, le responsabilità che assumono e i colpevoli che indicano, hanno una portata immensa per il futuro". Lo scrive Marie-Joelle Guillaume nell'editoriale del settimanale 'Famille Chrétienne' (adattamento francese di 'Famiglia Cristiana'), dedicato alla conclusione della II assemblea del Sinodo dei vescovi per l'Africa. Quando i vescovi dicono che "l'Africa a bisogno di santi", si legge nell'articolo, "non parlano di monasteri, ma di uomini politici, anche cattolici", e quando condannano l'imperialismo culturale dell'Occidente che pretende di poter imporre le sue ideologie, i suoi costumi e la sua morale, "lo fanno nel nome di Cristo, della saggezza della rivelazione complementare della saggezza degli antenati, del loro amore e del rispetto per la vita". Attraverso il Sinodo, scrive ancora Guillaume, "l'Africa parla al mondo e alla globalizzazione, fornendo gli strumenti per costruire, le chiavi per un altro sviluppo". Per monsignor Luigi Bressan, arcivescovo di Trento e presidente della Commissione episcopale per l'evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese, quella del Sinodo è stata "una bella esperienza di fraternità, altamente positiva per il senso di responsabilità dei vescovi africani, una passione testimoniata e vissuta per il bene della gente africana". Secondo Bressan, intervistato dall'agenzia di notizie religiose Sir, dai lavori sinodali è emersa una "forte speranza basata sulla fede in Cristo e voglia di continuare, anzi crescere, nella promozione integrale delle nazioni africane, promozione della formazione nella dottrina sociale della Chiesa". Meno positiva per l'arcivescovo è invece il bilancio della copertura mediatica dell'evento: "La stampa italiana ha piuttosto ignorato questo Sinodo e non ha dato attenzione nemmeno alla forte denuncia della corruzione locale". Nel G8 del Maggio scorso, ha poi detto il presule, "i 'potenti' promisero un contributo di 20 miliardi all'Africa: in sé una bella attenzione! Ma i padri sinodali hanno anche avvertito con chiarezza che spesso tali aiuti non arrivano alla gente". Da qui la proposta di monsignor Bressan: "L'Italia potrebbe vigilare perché le promesse si traducano in realtà e perché si arrivi al popolo, non solo alle istituzioni bancarie; le Chiese locali potrebbero essere partner".
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