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| 3/11/2009 - 10:36 |
| DOPO IL SINODO: IL PUNTO DI VISTA DI UNA MISSIONARIA |
Schiettezza, coraggio e libertà di parola: dai primi pareri raccolti dalla MISNA nel mondo missionario e cristiano sul Sinodo per l'Africa, concluso Domenica scorsa in Vaticano, emerge apprezzamento per l'impegno dei vescovi, in particolare africani, nel denunciare i mali di cui soffre il continente e nel suggerire modi di affrontarli con giustizia ed equità. Suor Elisa Kidanè, missionaria comboniana nata in Eritrea, che in prima persona ha assistito ai lavori in aula in qualità di "esperta", afferma: "Tranne qualche timidezza, sin dalle prime battute si è capito che i partecipanti avevano voglia di esprimersi: abbiamo sentito vibrare le voci, un crescendo di coraggio arrivato fino a un' 'esplosione' finale di chiarezza". Povertà, conflitti, saccheggio delle risorse, ambiente, discriminazioni, dialogo interreligioso, lotta alle malattie, speranze per un futuro diverso di un' Africa che si deve alzare in piedi e prendere in mano il suo destino: "Da questa assise - continua Suor Elisa - sono enerse tutte le luci e ombre del continente e non solo, rinnovando nei popoli l'invito a iniziare un cammino nuovo", sottolineando che si sono riunite "attorno a uno stesso tavolo, tutta la Chiesa e, con le sue divisioni e le sue differenze, tutta l'Africa". Pur costituendo un' "incredibile opportunità di visibilità", secondo suor Kidanè, che condivide le riserve già espresse da altri missionari e esperti d'Africa, il Sinodo è stato poco seguito dai grandi mezzi d'informazioni, sia italiani che stranieri, inclusi gli africani. "Secondo me, molte cose dette sono scomode e hanno dato fastidio: alle grandi potenze, ai governanti, alle multinazionali, per cui quella di non diffondere le notizie è stata a mio parere una scelta". Stranamente, fa notare suor Kidanè, quando in aula si è parlato di 'stregoni' la stampa ha rilanciato, ma poco o nulla sui diritti negati e le ingiustizie tra nord e sud. "Sono sicura però che i messaggi sono arrivati alle orecchie di tutti; restano peraltro scritti nel documento finale che, anche se molto ampio, riassume tutti i temi trattati". A colpire in particolar modo Suor Elisa, da sempre impegnata a favore di un maggiore spazio per le donne sia nella Chiesa che nella società, è stata proprio l'importanza riservata al mondo femminile: "Eravamo in 30 ad assistere ai lavori del Sinodo e posso assicurarvi che ci siamo sentite molto a nostro agio. E quando ho sentito le relazioni di alcuni padri sinodali, tre o quattro incentrate esclusivamente sul posto della donna sottolineandone l'importanza, ho avuto la sensazione, anzi la convinzione, che si stava compiendo un grande passo avanti".
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